Gli appuntamenti degli Amici in Italia sono i seguenti.
Il programma del Meeting di Bologna si viene definendo. La quarta domenica del mese sarà impegnata, oltre che dalla consueta riunione silenziosa, da una lettura sul tema della "pluralità delle vie". Ci sarà un meeting a Roma, il 19 di ottobre, ospiti gli amici Betty e James Brody (tel. 06/5923424).
- Inoltre si stanno studiando tre iniziative per il 1998: un viaggio in Tunisia in (correzione) FINE MAGGIO, alcuni giorni di studio a maggio, e un soggiorno ad Agape a settembre.
IL 19° Meeting triennale mondiale degli Amici si è svolto quest'anno vicino a Birmingham, il 23-31 luglio. Silvia Lena vi ha partecipato. Attingiamo dai suoi appunti.
« Woodbrooke College, presso Birmingham è un centro di studi e
di spiritualità, fondato nel 1903, soprattutto su impulso dello
studioso quacchero James Rendel Harris e con il sostegno della famiglia
Cadbury. Westhill College nacque subito dopo per la formazione di
insegnanti di religione. Il Friends World Committee for Consultation,
FWCC, fu stato fondato nel 1937 con lo scopo di offrire un'occasione di
incontro alle varie comunità legate all'eredità quacchera.
«La consultazione su "Identità, comunità, autorità"
(18-22 luglio) ha preceduto il Meeting triennale. Il FWCC aveva inviato
a tutti i meeting
il questionario che anche noi compilammo.
Al questionario ha risposto un numero limitato di meeting, in specie
'unprogrammed meeting' (cioè privi di un pastore). Dai questionari
pervenuti da Canada, Gran Bretagna, Stati Uniti, Giappone, India,
Australia, Uganda, Italia un comitato ha cercato di sintetizzare le
posizioni generali emerse. Erano presenti 74 amici provenienti da 23
paesi e da 37 yearly meeting o gruppi.
«La sessione plenaria del
convegno si è aperta con un intervento di Rex Ambler, che fra
l'altro ci ha detto: "Vogliamo costruire una dimora aperta, un luogo di
condivisione, di generosità e ospitalità, un luogo di gioia,
una casa di luce. Vogliamo costruire questa casa sulla roccia, dare
priorità alla dimensione spirituale delle nostre vite, assumere
responsabilità morali. Siamo dei "seekers"(cercatori). La nostra
identità ci viene da Dio. Non possiamo dare di noi una foto, ma un
film perché siamo gente in cammino, un popolo in pellegrinaggio.
Siamo dei mistici, anche quelli fra noi che non credono, abbiamo una
disciplina spirituale".
«IDENTITÀ. Dall'analisi dei questionari
pervenuti risulta che i quaccheri si percepiscono come persone in
ricerca, con una spiritualità individuale, ma aperti agli altri,
con molti comuni denominatori come l'impegno per la pace, l'uguaglianza,
l'integrità e il senso della comunità persone che intendono
le loro azioni come testimonianza della propria fede. Il quaccherismo non
è una parola, ma un percorso. Le radici sono nel Cristianesimo,
Cristo non è marginale. Caratteristica comune è anche il
rifiuto dell'intolleranza e l'accettazione delle diversità in tutti
i campi, anche quello sessuale.
«Che posto occupa LA BIBBIA?
L'importanza dell'uso della Bibbia varia moltissimo. Alcuni la ritengono
una fonte preziosa, per alcuni è l'unica fonte di autorità,
per altri il rapporto con la Bibbia è più complesso. È stato
detto: la Bibbia è un'àncora, non un testo di norme, dovremmo
leggerla al di là delle parole scritte e prendere quello che
sollecita la nostra vita interiore. È stato detto ancora: dovremmo
riconciliarci con la lettura dei testi sacri e farlo sistematicamente
come i primi quaccheri. Molti meeting rimpiangono di non avere
un'impostazione biblica.
«AUTORITÀ: è un concetto
inquietante per molti Amici. Per gli Amici che hanno risposto al
questionario autorità è Dio, lo Spirito Santo, la Luce
interiore, Cristo, la Bibbia, la tradizione quacchera. L'autorità
è la verità attraverso la rivelazione e la capacità di
discernere, distinguere, fare chiarezza dipende da un processo del
gruppo. "Potere" è imporre la propria volontà; "autorità"
suppone invece un consenso volontario.
«COMUNITÀ: alcuni degli
aspetti cui dovrebbe tendere una comunità - sono state date molte
risposte diverse tra loro - sono dignità, pace
interiore, tolleranza, sincerità, coraggio, senso del divino,
apostolato, tradizione, esperienza. Dio opera non solo dentro di noi,
ma dentro i nostri gruppi. Comunità ha una dimensione spirituale e
una dimensione sociale. Ci è interrogati: qual è il legame fra
fede e pratica? Dobbiamo volgere tutta la nostra forza nel mettere in
pratica i nostri principi o dobbiamo credere e non pensare? E qual
è la differenza fra comunità e istituzione?
«Il rammarico
è che pochi meeting siano rappresentati e che predomini la presenza
di meetings "liberals", "non programmati" mancano i "Christ centered", i
"programmati, gli evangelici", manca l'Africa e l'America Latina.
«
TRIENNIAL
(23-31 LUGLIO).
Erano presenti più di 300 fra
rappresentanti e osservatori. Il tema era "Answering the love of God -
Living our testimonies" ("Rispondere all'amore di Dio - Vivere le nostre
testimonianze").
«Relatori principali sono stati:
To Friends Everywhere: A Concern
Riceviamo dagli amici di Eugene,
Oregon, USA questo messaggio e lo traduciamo volentieri. Da esso si
ricava un'idea di una ricerca, sicuramente minoritaria, ma significativa
e coinvolgente, circa la possibilità e l'impegno (concern) in vista
di assetti politici, sociali, economici alternativi. Per questo impegno,
che si traduce talvolta in comportamenti concreti, (sino all'obiezione
fiscale totale) alcuni Amici pagano lietamente alti prezzi, sul piano
materiale.
«In tutto il mondo, i super-ricchi ed i loro imperi di compagnie
multinazionali stanno infliggendo un impatto devastante sul resto degli
abitanti della terra e sul loro ambiente. Così, mentre un'esigua
élite vive nel lusso, milioni di persone, in crescente aumento sono
senza tetto nei loro paesi di origine, oppure vivono da rifugiati
malaccetti in paesi stranieri, in condizioni di vita estremamente
precarie.
«Il potere e la ricchezza dell'uomo sono basati sul
potere e della ricchezza naturale come, per esempio, la terra, le
risorse naturali e l'applicazione delle leggi di natura. Consapevoli di
ciò, nel corso del tempo i più aggressivi e intraprendenti
hanno accumulato per se stessi il meglio di queste ricchezze naturali,
sebbene esse siano né più né meno la nostra comune
eredità.
«Storicamente, la conquista militare diretta è
stato il mezzo iniziale per monopolizzare la nostra comune eredità
sia all'interno delle nazioni che tra di esse. Il colonialismo ha esteso
questa pratica a livelli globali. Gli sforzi in vista di una
distribuzione veramente equa, come, per esempio, attraverso la riforma
agraria, sono stati rari e i successi di solito non durevoli. I potenti
sono stati in grado di riacquistare la maggior parte dei terreni
migliori o attraverso la manipolazione politica o, se quest'ultima
falliva, nuovamente attraverso l'impiego della conquista militare
diretta. La responsabilità morale di un risarcimento per le vittime
espropriate è stata del tutto ignorata!
«Anche se si posso
escogitare soluzioni eque e sostenibili per ripartire tra privati la
parte di terra che è di nostra comune eredità, una simile
distribuzione dell'energia e delle risorse minerarie chiaramente non
sarebbe rispondente. Ancor meno opportuno sarebbe lo sforzo di
suddividere le componenti più potenti della nostra comune
eredità, in specie la tecnologia ereditata da precedenti
generazioni. Il nostro comune patrimonio tecnologico è
indispensabile per ogni ulteriore sviluppo tecnologico e per gestire in
maniera responsabile le parti di terreno e di risorse minerarie ed
energetiche di nostra comune eredità. Così ci troviamo ad
affrontare il problema di includere i benefici finanziari ed altri
provenienti dalla tecnologia tra quelli che spettano per diritto
naturale e per eredità comune, ad ogni presente e futuro abitante
della terra, e tutto ciò attraverso un'alternativa sostenibile
all'approccio della suddivisione a privati.
«"La Giusta
Ripartizione delle Risorse Mondiali", un progetto sponsorizzato dal
"Friends World Commitee for Consultation", distribuisce utensili e altri
strumenti di produzione a coloro che più soffrono dall'esclusione
da una giusta porzione della nostra comune eredità. Approviamo
vivamente quel progetto e ci auguriamo di cuore la sua continuazione.
Tuttavia, il seguente Testo viene proposto come un passo verso la fine
di tale esclusione così che ad ogni abitante di questa terra venga
garantito il diritto alla comune eredità.
«Sollecitiamo con urgenza ogni singolo ed ogni istituzione ad
impegnarsi in vista del giorno in cui tutte le parti della nostra Comune
Eredità di Ricchezza Economica - tutti i terreni ed altre risorse
naturali di questa terra, unitamente alla tecnologia ("proprietà
intellettuale") ereditata dalle generazioni precedenti - siano gestite
in amministrazione fiduciaria (trust), globale, locale e regionale,
democraticamente controllato,
- in vista del giorno in cui il reddito ricavato dall'uso di tali
risorse - compatibile con i beni della società e dell'ambiente -
sia impiegato per assicurare a tutti gli esseri senzienti (inclusi
quelli non-umani) di questa generazione e di quelle future un ambiente
di vita salubre;
- in vista del giorno in cui la maggior parte di queste entrate
sarà distribuita tra tutti gli esseri umani come reddito dell'
eredità comune, ponendo in questo modo termine alla povertà
mondiale e liberando tempo ed energia per realizzazioni creative mai
concepite, per godere a pieno della vita, e per quel tipo di
partecipazione democratica che potrebbe tradurre tali ideali in
realtà;
- in vista del giorno in cui, cosa essenziale per ricompensare
l'iniziativa individuale, ciascuno deterrà i diritti alla
proprietà privata su tutta la ricchezza generata da mezzi
compatibili con la società e con l'ambiente, oltre il livello base
costituito dalla nostra comune eredità: strumenti, fabbriche, case,
brevetti a tempo limitato, beni di consumo ecc.
«E, poiché ci
vorranno molti anni per stabilire gli interi dividenti dell'eredità
comune, ci auguriamo vivamente che nel frattempo tutti i governi
detengano ed incrementino programmi di aiuto finanziario devoluti ad
offrire un adeguato compenso di limitata durata a tutti coloro che
soffrono per l'esclusione dai dividendi di tale eredità e che
facciano ciò finché questa esclusione persiste!
«Per
coloro che dubitano che un cambiamento così radicale possa in alcun
modo accadere, citiamo da "That Cause Can Neither be Lost nor Stayed",
come compare nel l'Innario degli Amici:
Each noble service that has been wrought(Ogni nobile servizio che è stato compiuto fu concepito prima come un pensiero fruttuoso. Ogni meritevole causa con un futuro glorioso crescendo lentamente diventa vittoriosa). Come un primo passo verso la vittoria e anticipando molti altri passi che saranno rivelati attraverso la "continua rivelazione", chiediamo con insistenza a tutti i Meetings degli Amici di prendere in considerazione di unirsi a noi operando in vista del giorno in cui questo "glorioso futuro" sarà pienamente realizzato».
was first conceived as a fruitful thought.
Each worthy cause with a future glorious
by slowly growing becomes victorious.
Lettera su La Repubblica del 26 settembre 1997.
«Domenica 28
settembre mattina un piccolo gruppo di Amici non parteciperà alla
messa del papa, ma come di consueto, sullo stile dei Quaccheri,
siederà altrove in silenzio, meditando e cercando l'adorazione in
"spirito e verità". I Quaccheri dal 1600 praticano il culto
silenzioso, non hanno professioni di fede scritte, non hanno sacramenti
e rifiutano le armi. Anche questa è una via spirituale. L'urgenza
attuale è proprio quella di riconoscere la pluralità delle
vie spirituali. Questo si è sentito invece assai poco
nell'atmosfera che ha preparato il Congresso eucaristico. Si sono uditi
discorsi sulla maggioranza cattolica conculcata e sull' evangelizzazione
in vista della conversione delle minoranze. In coloro che non
partecipano all'evento le immagini che hanno invaso la città hanno
spesso suscitato reazioni di fastidio e qualche volta di sdegno come
dinanzi ad una occupazione. Spesso, a chi non partecipa, anche le
ripetute richieste di perdono da parte del papa sono apparse poco
convincenti, perché non accompagnate dal riconoscimento della pari
dignità di altre vie spirituali, e tanto meno accompagnate da
comportamenti conseguenti (come per esempio il condividere alcuni spazi
di culto con minoranze religiose). A chi non partecipa questa appare
un' occasione non colta per riflettere in modo nuovo, in chiave di
pluralismo, su quell'universalità che per definizione costituisce
la sostanza del cattolicesimo e che il Congresso stesso vorrebbe
esprimere agli occhi di tutti. » P.C. Bori
A Khalida Messaoui, algerina, è stato sssegnato il premio internazionale Alex Langer, il 4 luglio a Bolzano. Riportiamo l'ultima parte del suo ringraziamento.
Consegnare a me, Khalida Messaoui, il Premio Alexander Langer è riconoscere a me algerina, cioè africana, musulmana, berbera, araba, mediterranea, lo statuto dell'universalità. Vi ringrazio davvero molto. Spero di vivere a lungo, perché esserci è molto importante. Spero di continuare ad avere la forza di battermi e di essere ancora nel mio paese il giorno in cui potrò ricordare, pubblicamente e alla luce del sole, nello stesso tempo Averroè e Sant'Agostino. Per chi non lo sapesse, Sant'Agostino è algerino. Anche lui oggi è in prigione, perché il potere lo nega, nega agli algerini uno dei loro padri. Io sogno di poterlo riconoscere, così come Santa Manica, anche lei algerina. Sogno una scuola, in cui i bambini possano essere fieri di quella che è forse la nostra madre fondatrice, la Kahina (Dihya), un'antica condottiera, una regina che combatté contro gli invasori arabi. Sogno anche che i nostri bambini possano andare fieri della Sukhina, un'altra donna, una delle pronipoti del Profeta, che già allora si pronunciò contro la poligamia. Oggi so chi mi prenderà per mano nel futuro: Mouloud Mammeri, un grande scrittore e antropologo, studioso della Kabiliya, Tahar Djout, il primo giornalista assassinato in Algeria, e da oggi anche Alexander Langer. Vi sono davvero grata di avermi dato un "padre spirituale" in più.
D. Gwyn, The Covenant Crucified.
Quakers and the Rise of Capitalism,
Pendle Hill Publications, Wallingford 1995.
Una presentazione a tutto
campo - storica, teologica, filosofico-politica - del quaccherismo, da
parte di uno dei suoi più brillanti esponenti intellettuali. Il
libro comincia con la definizione di «alleanza», e poi esamina
questa idea nella storia di Israele e nel cristianesimo primitivo.
Segue poi, nei capitoli successivi, una presentazione assai articolata
delle origini del movimento degli Amici («il patto della
Luce»), sino al 1700. In questo quadro spicca la figura di James
Nayler, il quacchero che più espresse le aspettative messianiche ed
apocalittiche del movimento nei suoi primi anni (sino al 1656). Nella
prospettiva di Gwyn, assai attenta agli aspetti economico-sociali, e
alla lettura marxista degli eventi, il quaccherismo delle origini
rappresenta una straordinaria, quanto disattesa, proposta alternativa al
capitalismo emergente. A questo libro, bello ed ambizioso, H. Larry
Ingle rivolge alcune critiche (Quaker History 86/1, 1997, 62-64),
sostanzialmente basate sulla prevalenza della teologia (e del marxismo)
rispetto all'indagine storica. Ingle fa notare che, storicamente, il
quaccherismo sin dalle origini ebbe due componenti, quella radicale (che
Gwyn esalta), ma anche quella razionale, illumininistico-borghese (Penn,
lo stesso Barclay). Una osservazione che si potrebbe ampliare
applicandola al dinamismo stesso dei movimenti profetici.
L. Damrosch,
The Sorrows of the Quaker Jesus.
James Nayler and the Puritan Crackdown of the Free Spirit,
Harvard U. P., Cambridge, Mass., 1996.
Il libro riesamina in forma competente ed esaustiva la storia di
James Nayler, il quacchero che nel 1656 fece il suo profetico ingresso
nella città di Bristol al modo di Gesù in Gerusalemme.
L'autore, professore di letteratura all'Università di Harvard,
delinea con efficacia (e con atteggiamento simpatetico) non solo la
figura di Nayler, ma anche la prima storia del movimento quacchero
(contrapposto allo sfondo quacchero e puritano). «Il segno di
Nayler e il suo significato» è il problema centrale che
l'autore si pone nel III capitolo. Il gesto di Nayler si può
comprendere alla luce delle parole di George Fox, suo antagonista, ma
testimone della stessa teologia: «Cristo è la sostanza di
tutte le figure; e la sua carne è una figura, perché chiunque
giunge a conoscere Cristo nella carne passa attraverso la stessa via
attraverso cui egli passò», 168). Scrive Damrosch,
«Nell'interpretazione di Nayler una vera figura dev'essere più
reale, non meno reale, di un personaggio storico vissuto e morto molti
anni fa...» (171): l'insistenza sulla profezia sempre in atto, che
continua a dare realtà alle figure preesistenti, e sulla
escatologia attuale, distingue la visione dei primi amici dal contesto
puritano in cui si muovevano.
Pier Cesare Bori-via Angelelli 18 40137 Bologna (Italy) tel. 051/6237608. E-mail bori@spbo.unibo.it. Le spese per ogni numero di LQ sono di circa £50.000. I contributi sono graditi.