[Pagina Quacchera Italiana]
[Lettere Quacchere]

Lettera Quacchera

notiziario dell'Associazione religiosa degli Amici (Quaccheri)

n.25, ottobre-dicembre 1997

Gli appuntamenti degli Amici in Italia sono i seguenti.

Il programma del Meeting di Bologna si viene definendo. La quarta domenica del mese sarà impegnata, oltre che dalla consueta riunione silenziosa, da una lettura sul tema della "pluralità delle vie". Ci sarà un meeting a Roma, il 19 di ottobre, ospiti gli amici Betty e James Brody (tel. 06/5923424).

- Inoltre si stanno studiando tre iniziative per il 1998: un viaggio in Tunisia in (correzione) FINE MAGGIO, alcuni giorni di studio a maggio, e un soggiorno ad Agape a settembre.

IL 19° Meeting triennale mondiale degli Amici si è svolto quest'anno vicino a Birmingham, il 23-31 luglio. Silvia Lena vi ha partecipato. Attingiamo dai suoi appunti.

« Woodbrooke College, presso Birmingham è un centro di studi e di spiritualità, fondato nel 1903, soprattutto su impulso dello studioso quacchero James Rendel Harris e con il sostegno della famiglia Cadbury. Westhill College nacque subito dopo per la formazione di insegnanti di religione. Il Friends World Committee for Consultation, FWCC, fu stato fondato nel 1937 con lo scopo di offrire un'occasione di incontro alle varie comunità legate all'eredità quacchera.
«La consultazione su "Identità, comunità, autorità" (18-22 luglio) ha preceduto il Meeting triennale. Il FWCC aveva inviato a tutti i meeting il questionario che anche noi compilammo. Al questionario ha risposto un numero limitato di meeting, in specie 'unprogrammed meeting' (cioè privi di un pastore). Dai questionari pervenuti da Canada, Gran Bretagna, Stati Uniti, Giappone, India, Australia, Uganda, Italia un comitato ha cercato di sintetizzare le posizioni generali emerse. Erano presenti 74 amici provenienti da 23 paesi e da 37 yearly meeting o gruppi.
«La sessione plenaria del convegno si è aperta con un intervento di Rex Ambler, che fra l'altro ci ha detto: "Vogliamo costruire una dimora aperta, un luogo di condivisione, di generosità e ospitalità, un luogo di gioia, una casa di luce. Vogliamo costruire questa casa sulla roccia, dare priorità alla dimensione spirituale delle nostre vite, assumere responsabilità morali. Siamo dei "seekers"(cercatori). La nostra identità ci viene da Dio. Non possiamo dare di noi una foto, ma un film perché siamo gente in cammino, un popolo in pellegrinaggio. Siamo dei mistici, anche quelli fra noi che non credono, abbiamo una disciplina spirituale".
«IDENTITÀ. Dall'analisi dei questionari pervenuti risulta che i quaccheri si percepiscono come persone in ricerca, con una spiritualità individuale, ma aperti agli altri, con molti comuni denominatori come l'impegno per la pace, l'uguaglianza, l'integrità e il senso della comunità persone che intendono le loro azioni come testimonianza della propria fede. Il quaccherismo non è una parola, ma un percorso. Le radici sono nel Cristianesimo, Cristo non è marginale. Caratteristica comune è anche il rifiuto dell'intolleranza e l'accettazione delle diversità in tutti i campi, anche quello sessuale.
«Che posto occupa LA BIBBIA? L'importanza dell'uso della Bibbia varia moltissimo. Alcuni la ritengono una fonte preziosa, per alcuni è l'unica fonte di autorità, per altri il rapporto con la Bibbia è più complesso. È stato detto: la Bibbia è un'àncora, non un testo di norme, dovremmo leggerla al di là delle parole scritte e prendere quello che sollecita la nostra vita interiore. È stato detto ancora: dovremmo riconciliarci con la lettura dei testi sacri e farlo sistematicamente come i primi quaccheri. Molti meeting rimpiangono di non avere un'impostazione biblica.
«AUTORITÀ: è un concetto inquietante per molti Amici. Per gli Amici che hanno risposto al questionario autorità è Dio, lo Spirito Santo, la Luce interiore, Cristo, la Bibbia, la tradizione quacchera. L'autorità è la verità attraverso la rivelazione e la capacità di discernere, distinguere, fare chiarezza dipende da un processo del gruppo. "Potere" è imporre la propria volontà; "autorità" suppone invece un consenso volontario.
«COMUNITÀ: alcuni degli aspetti cui dovrebbe tendere una comunità - sono state date molte risposte diverse tra loro - sono dignità, pace interiore, tolleranza, sincerità, coraggio, senso del divino, apostolato, tradizione, esperienza. Dio opera non solo dentro di noi, ma dentro i nostri gruppi. Comunità ha una dimensione spirituale e una dimensione sociale. Ci è interrogati: qual è il legame fra fede e pratica? Dobbiamo volgere tutta la nostra forza nel mettere in pratica i nostri principi o dobbiamo credere e non pensare? E qual è la differenza fra comunità e istituzione?
«Il rammarico è che pochi meeting siano rappresentati e che predomini la presenza di meetings "liberals", "non programmati" mancano i "Christ centered", i "programmati, gli evangelici", manca l'Africa e l'America Latina.

« TRIENNIAL (23-31 LUGLIO). Erano presenti più di 300 fra rappresentanti e osservatori. Il tema era "Answering the love of God - Living our testimonies" ("Rispondere all'amore di Dio - Vivere le nostre testimonianze").
«Relatori principali sono stati:

«Le relazioni si sono alternate a:
- "worship and sharing groups"(piccoli gruppi con partecipanti fissi scelti in base alle diverse provenienze) sempre sul tema "Answering the Love of God". Queste riunioni hanno avuto la massima importanza, perché nell'ascolto, nella preghiera, nella condivisione dei "personal concerns" sono nate delle relazioni molto significative fra i partecipanti. Ognuno riportava sue personali esperienze di luce interiore e rapporto con Dio. L'attività più ricca è stato l'ascolto, c'era un impegno estremo a cercare di capire e seguire il vicino nei suoi percorsi, a volte molto lontano e chiuso o con difficoltà di comunicazione, sia per la lingua che per cultura.
- "meetings for worship for business", dove si prendevano le decisioni importanti per definire le linee per il triennio.
«Nelle sessioni plenarie, dove venivano riportati in sintesi quanto era stato espresso nei piccoli gruppi, venivano approvati i verbali sempre all'unanimità che verranno inviati come atti. È stato presentato un rapporto economico sul quale si è discusso. Sono state approvate le cariche per il prossimo triennio, Thomas Taylor sarà sostituito alla guida del FWCC da una Neozelandese, Elisabeth Duke. Si è discusso sul prossimo Triennial che avrà luogo nel 2000 a Winnipesaukee nel New Hampshire, USA.
«Molto vivaci le sedute della European Section (ogni partecipante seguiva quelle del suo continente, ci sono cinque sezioni) moderate da Hans Weening. Importantile tematiche dei gruppi di interesse, considerati un grosso potenziale per scambi interculturali, anche se vorticoso il ritmo e poco lo spazio dedicato ad ognuno. Durante il Triennial non sono mancati momenti ludici. Sono state proposte una serie di gite, io sono stata all'Ironbridge e a Coalbrookdale, la vallata delle fonderie dei Darbys, culla della Rivoluzione Industriale. Quasi ogni sera c'era una festa con danze popolari dei vari paesi».

To Friends Everywhere: A Concern
Riceviamo dagli amici di Eugene, Oregon, USA questo messaggio e lo traduciamo volentieri. Da esso si ricava un'idea di una ricerca, sicuramente minoritaria, ma significativa e coinvolgente, circa la possibilità e l'impegno (concern) in vista di assetti politici, sociali, economici alternativi. Per questo impegno, che si traduce talvolta in comportamenti concreti, (sino all'obiezione fiscale totale) alcuni Amici pagano lietamente alti prezzi, sul piano materiale.

«In tutto il mondo, i super-ricchi ed i loro imperi di compagnie multinazionali stanno infliggendo un impatto devastante sul resto degli abitanti della terra e sul loro ambiente. Così, mentre un'esigua élite vive nel lusso, milioni di persone, in crescente aumento sono senza tetto nei loro paesi di origine, oppure vivono da rifugiati malaccetti in paesi stranieri, in condizioni di vita estremamente precarie.
«Il potere e la ricchezza dell'uomo sono basati sul potere e della ricchezza naturale come, per esempio, la terra, le risorse naturali e l'applicazione delle leggi di natura. Consapevoli di ciò, nel corso del tempo i più aggressivi e intraprendenti hanno accumulato per se stessi il meglio di queste ricchezze naturali, sebbene esse siano né più né meno la nostra comune eredità.
«Storicamente, la conquista militare diretta è stato il mezzo iniziale per monopolizzare la nostra comune eredità sia all'interno delle nazioni che tra di esse. Il colonialismo ha esteso questa pratica a livelli globali. Gli sforzi in vista di una distribuzione veramente equa, come, per esempio, attraverso la riforma agraria, sono stati rari e i successi di solito non durevoli. I potenti sono stati in grado di riacquistare la maggior parte dei terreni migliori o attraverso la manipolazione politica o, se quest'ultima falliva, nuovamente attraverso l'impiego della conquista militare diretta. La responsabilità morale di un risarcimento per le vittime espropriate è stata del tutto ignorata!
«Anche se si posso escogitare soluzioni eque e sostenibili per ripartire tra privati la parte di terra che è di nostra comune eredità, una simile distribuzione dell'energia e delle risorse minerarie chiaramente non sarebbe rispondente. Ancor meno opportuno sarebbe lo sforzo di suddividere le componenti più potenti della nostra comune eredità, in specie la tecnologia ereditata da precedenti generazioni. Il nostro comune patrimonio tecnologico è indispensabile per ogni ulteriore sviluppo tecnologico e per gestire in maniera responsabile le parti di terreno e di risorse minerarie ed energetiche di nostra comune eredità. Così ci troviamo ad affrontare il problema di includere i benefici finanziari ed altri provenienti dalla tecnologia tra quelli che spettano per diritto naturale e per eredità comune, ad ogni presente e futuro abitante della terra, e tutto ciò attraverso un'alternativa sostenibile all'approccio della suddivisione a privati.
«"La Giusta Ripartizione delle Risorse Mondiali", un progetto sponsorizzato dal "Friends World Commitee for Consultation", distribuisce utensili e altri strumenti di produzione a coloro che più soffrono dall'esclusione da una giusta porzione della nostra comune eredità. Approviamo vivamente quel progetto e ci auguriamo di cuore la sua continuazione. Tuttavia, il seguente Testo viene proposto come un passo verso la fine di tale esclusione così che ad ogni abitante di questa terra venga garantito il diritto alla comune eredità.

«Sollecitiamo con urgenza ogni singolo ed ogni istituzione ad impegnarsi in vista del giorno in cui tutte le parti della nostra Comune Eredità di Ricchezza Economica - tutti i terreni ed altre risorse naturali di questa terra, unitamente alla tecnologia ("proprietà intellettuale") ereditata dalle generazioni precedenti - siano gestite in amministrazione fiduciaria (trust), globale, locale e regionale, democraticamente controllato,
- in vista del giorno in cui il reddito ricavato dall'uso di tali risorse - compatibile con i beni della società e dell'ambiente - sia impiegato per assicurare a tutti gli esseri senzienti (inclusi quelli non-umani) di questa generazione e di quelle future un ambiente di vita salubre;
- in vista del giorno in cui la maggior parte di queste entrate sarà distribuita tra tutti gli esseri umani come reddito dell' eredità comune, ponendo in questo modo termine alla povertà mondiale e liberando tempo ed energia per realizzazioni creative mai concepite, per godere a pieno della vita, e per quel tipo di partecipazione democratica che potrebbe tradurre tali ideali in realtà;
- in vista del giorno in cui, cosa essenziale per ricompensare l'iniziativa individuale, ciascuno deterrà i diritti alla proprietà privata su tutta la ricchezza generata da mezzi compatibili con la società e con l'ambiente, oltre il livello base costituito dalla nostra comune eredità: strumenti, fabbriche, case, brevetti a tempo limitato, beni di consumo ecc.
«E, poiché ci vorranno molti anni per stabilire gli interi dividenti dell'eredità comune, ci auguriamo vivamente che nel frattempo tutti i governi detengano ed incrementino programmi di aiuto finanziario devoluti ad offrire un adeguato compenso di limitata durata a tutti coloro che soffrono per l'esclusione dai dividendi di tale eredità e che facciano ciò finché questa esclusione persiste!
«Per coloro che dubitano che un cambiamento così radicale possa in alcun modo accadere, citiamo da "That Cause Can Neither be Lost nor Stayed", come compare nel l'Innario degli Amici:

Each noble service that has been wrought
was first conceived as a fruitful thought.
Each worthy cause with a future glorious
by slowly growing becomes victorious.
(Ogni nobile servizio che è stato compiuto fu concepito prima come un pensiero fruttuoso. Ogni meritevole causa con un futuro glorioso crescendo lentamente diventa vittoriosa). Come un primo passo verso la vittoria e anticipando molti altri passi che saranno rivelati attraverso la "continua rivelazione", chiediamo con insistenza a tutti i Meetings degli Amici di prendere in considerazione di unirsi a noi operando in vista del giorno in cui questo "glorioso futuro" sarà pienamente realizzato».
(trad. di Caterina Bori)

Lettera su La Repubblica del 26 settembre 1997.
«Domenica 28 settembre mattina un piccolo gruppo di Amici non parteciperà alla messa del papa, ma come di consueto, sullo stile dei Quaccheri, siederà altrove in silenzio, meditando e cercando l'adorazione in "spirito e verità". I Quaccheri dal 1600 praticano il culto silenzioso, non hanno professioni di fede scritte, non hanno sacramenti e rifiutano le armi. Anche questa è una via spirituale. L'urgenza attuale è proprio quella di riconoscere la pluralità delle vie spirituali. Questo si è sentito invece assai poco nell'atmosfera che ha preparato il Congresso eucaristico. Si sono uditi discorsi sulla maggioranza cattolica conculcata e sull' evangelizzazione in vista della conversione delle minoranze. In coloro che non partecipano all'evento le immagini che hanno invaso la città hanno spesso suscitato reazioni di fastidio e qualche volta di sdegno come dinanzi ad una occupazione. Spesso, a chi non partecipa, anche le ripetute richieste di perdono da parte del papa sono apparse poco convincenti, perché non accompagnate dal riconoscimento della pari dignità di altre vie spirituali, e tanto meno accompagnate da comportamenti conseguenti (come per esempio il condividere alcuni spazi di culto con minoranze religiose). A chi non partecipa questa appare un' occasione non colta per riflettere in modo nuovo, in chiave di pluralismo, su quell'universalità che per definizione costituisce la sostanza del cattolicesimo e che il Congresso stesso vorrebbe esprimere agli occhi di tutti. » P.C. Bori

A Khalida Messaoui, algerina, è stato sssegnato il premio internazionale Alex Langer, il 4 luglio a Bolzano. Riportiamo l'ultima parte del suo ringraziamento.

Consegnare a me, Khalida Messaoui, il Premio Alexander Langer è riconoscere a me algerina, cioè africana, musulmana, berbera, araba, mediterranea, lo statuto dell'universalità. Vi ringrazio davvero molto. Spero di vivere a lungo, perché esserci è molto importante. Spero di continuare ad avere la forza di battermi e di essere ancora nel mio paese il giorno in cui potrò ricordare, pubblicamente e alla luce del sole, nello stesso tempo Averroè e Sant'Agostino. Per chi non lo sapesse, Sant'Agostino è algerino. Anche lui oggi è in prigione, perché il potere lo nega, nega agli algerini uno dei loro padri. Io sogno di poterlo riconoscere, così come Santa Manica, anche lei algerina. Sogno una scuola, in cui i bambini possano essere fieri di quella che è forse la nostra madre fondatrice, la Kahina (Dihya), un'antica condottiera, una regina che combatté contro gli invasori arabi. Sogno anche che i nostri bambini possano andare fieri della Sukhina, un'altra donna, una delle pronipoti del Profeta, che già allora si pronunciò contro la poligamia. Oggi so chi mi prenderà per mano nel futuro: Mouloud Mammeri, un grande scrittore e antropologo, studioso della Kabiliya, Tahar Djout, il primo giornalista assassinato in Algeria, e da oggi anche Alexander Langer. Vi sono davvero grata di avermi dato un "padre spirituale" in più.


LIBRI

D. Gwyn, The Covenant Crucified. Quakers and the Rise of Capitalism, Pendle Hill Publications, Wallingford 1995.
Una presentazione a tutto campo - storica, teologica, filosofico-politica - del quaccherismo, da parte di uno dei suoi più brillanti esponenti intellettuali. Il libro comincia con la definizione di «alleanza», e poi esamina questa idea nella storia di Israele e nel cristianesimo primitivo. Segue poi, nei capitoli successivi, una presentazione assai articolata delle origini del movimento degli Amici («il patto della Luce»), sino al 1700. In questo quadro spicca la figura di James Nayler, il quacchero che più espresse le aspettative messianiche ed apocalittiche del movimento nei suoi primi anni (sino al 1656). Nella prospettiva di Gwyn, assai attenta agli aspetti economico-sociali, e alla lettura marxista degli eventi, il quaccherismo delle origini rappresenta una straordinaria, quanto disattesa, proposta alternativa al capitalismo emergente. A questo libro, bello ed ambizioso, H. Larry Ingle rivolge alcune critiche (Quaker History 86/1, 1997, 62-64), sostanzialmente basate sulla prevalenza della teologia (e del marxismo) rispetto all'indagine storica. Ingle fa notare che, storicamente, il quaccherismo sin dalle origini ebbe due componenti, quella radicale (che Gwyn esalta), ma anche quella razionale, illumininistico-borghese (Penn, lo stesso Barclay). Una osservazione che si potrebbe ampliare applicandola al dinamismo stesso dei movimenti profetici.

L. Damrosch, The Sorrows of the Quaker Jesus. James Nayler and the Puritan Crackdown of the Free Spirit, Harvard U. P., Cambridge, Mass., 1996.
Il libro riesamina in forma competente ed esaustiva la storia di James Nayler, il quacchero che nel 1656 fece il suo profetico ingresso nella città di Bristol al modo di Gesù in Gerusalemme. L'autore, professore di letteratura all'Università di Harvard, delinea con efficacia (e con atteggiamento simpatetico) non solo la figura di Nayler, ma anche la prima storia del movimento quacchero (contrapposto allo sfondo quacchero e puritano). «Il segno di Nayler e il suo significato» è il problema centrale che l'autore si pone nel III capitolo. Il gesto di Nayler si può comprendere alla luce delle parole di George Fox, suo antagonista, ma testimone della stessa teologia: «Cristo è la sostanza di tutte le figure; e la sua carne è una figura, perché chiunque giunge a conoscere Cristo nella carne passa attraverso la stessa via attraverso cui egli passò», 168). Scrive Damrosch, «Nell'interpretazione di Nayler una vera figura dev'essere più reale, non meno reale, di un personaggio storico vissuto e morto molti anni fa...» (171): l'insistenza sulla profezia sempre in atto, che continua a dare realtà alle figure preesistenti, e sulla escatologia attuale, distingue la visione dei primi amici dal contesto puritano in cui si muovevano.

Pier Cesare Bori-via Angelelli 18 40137 Bologna (Italy) tel. 051/6237608. E-mail bori@spbo.unibo.it. Le spese per ogni numero di LQ sono di circa £50.000. I contributi sono graditi.