[Pagina Quacchera Italiana]

L'unica alleanza che non fu mai violata

Da William Penn e dai suoi seguaci un esempio di rispetto dell'altrui cultura - La libertà di coscienza per la fede e per il culto

Di fronte ai festeggiamenti per il cinquecentenario della scoperta dell'America, seguita dalla brutale conquista della medesima da parte delle potenze europee, è utile e illuminante ricordare che vi fu chi promulgò leggi di libertà personale e di coscienza, di uguaglianza di diritti e doveri di rispetto della diversità anche in fatto di religione.

I quaccheri emigrati nel Nuovo mondo le ottennero in parte nel Rhode Island, nel New Jersey, e dovunque ebbero un peso nel '600, ma soprattutto le vararono direttamente e le rispettarono durante tutto il Sacro esperimento (1682-1756) in Pennsylvnnia, sotto la guida di William Penn, proprietario e governatore della colonia, tra il 1682 e il 1701.

Nella prima Assemblea politica della colonia, i rappresentanti delle 6 contee pennsylvane votarono la Costituzione, nota come la Great Law, con l'aggiunta di 21 leggi specifiche riguardanti una gamma di libertà e di garanzie costituzionali.

Il « Grande trattato » di William Penn

Il Grande trattato tra Williani Penn e le nazioni indiane ebbe luogo nell'ottobre del 1683 a Shackmaxon. Di esso Voltaire dice: « L'unica Alleanza fra le nazioni indiane e i cristiani che non sia stata mai giurata e mai violata ». (Ricordiamo che i quaccheri sono contrari al giuramento).

Il testo scritto andò perduto nel 1720, ma viene ricordato così:

« Il Grande Spirito, che mi ha fatto e vi ha fatto, che governa i Cieli e la Terra, e che conosce i pensieri più segreti degli uomini, sa che io e i miei amici abbiamo il vivo desiderio di vivere con voi in pace e su una base di amicizia, e di servirvi con tutte le nostre forze. Non è nostro costume usare armi ostili verso i nostri simili, ed è per questo che siamo venuti disarmati.

Nostro scopo non è quello di fare del male a chicchessia - il che provocherebbe la collera del Grande Spirito -, ma di fare del bene. Siamo riuniti sulla larga via della buona fede e della benevolenza, in modo da non usurpare i diritti degli uni o degli altri, ma facendo sì che tutto fra noi sia franchezza, fraternità e amore... ».

Le garanzie reciproche

Oltre ad un'ampia serie di garanzie reciproche, secondo gli indiani fu anche affermato il dovere di avvertirsi a vicenda in caso di pericolo, e di non vendicarsi « se un figlio di Onas (Penn, penna) facesse del male a un pellerossa, o un pellerossa a un figlio di Onas... ma sporgerebbe denuncia ai capi ed a Onas affinché fosse resa giustizia da dodici uomini equi, e l'offesa verrebbe interrata in un pozzo senza fondo ».

Alla poesia di tali solenni espressioni seguì un settantennio di fraternità fra indiani e quaccheri, punteggiato da documenti contro la schiavitù (Germantown, 1688), contro la formazione di milizie armate (1689), e dignitosi rifiuti a contributi per spese militari in altre colonie.

Dopo un periodo in patria per difendere a Corte i diritti della Pennsylvania, Penn, che nel '93 vi scrisse un Saggio per la pace presente e futura dell'Europa (una sorta di Società delle Nazioni), tornato nella colonia su invito del re per rimettervi ordine, porta avanti il suo progetto di società perfetta, e nella sua dimora di campagna riceve a centinaia visite di indiani, e li ascolta per risolvere i loro problemi,

È del 1701 una nuova grande Assemblea con gli indiani a Pennsbury, in cui viene stabilito un trattato con altre garanzie, in cui i delegati si dichiarano di « un solo spirito, un solo cuore... per vivere in buona armonia e in vera amicizia, come un sol popolo ».

Il 28 ottobre vede la luce l'ultima Costituzione del periodo coloniale, dal nome Carta dei privilegi e delle libertà, che ribadisce la « libertà di coscienza in ciò che attiene alla professione di fede e di culto », nel suo primo articolo. Il Primo emendamento alla Costituzione americana sembra ispirato ad esso.

Davide Melodia - 1992


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Pagina curata da Simon Grant.
Aggiornata al 1996 VII 19