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[Lettere Quacchere]
Lettera Quacchera
notiziario dell'Associazione religiosa degli Amici
(Quaccheri)
n.29, ottobre-dicembre 1998
Gli appuntamenti degli Amici in Italia sono i seguenti.
- La sede di Bologna è in via Avesella 2/2A, presso
l'associazione "Alta Marea" (suonare il campanello, poi prima porta a
destra). Le date sono sempre la II e IV domenica di ogni mese.
Riferirsi a Andrea Guidotti, tel. 051 30 60 11.
- Per l'Associazione religiosa degli Amici, riferirsi a Cecilia
Clementel, v.L.Alberti 25, 40137 Bologna, tel. 051/399965
- Molte
informazioni sui Quaccheri in italiano, e sulla Società religiosa
degli Amici in Italia si possono trovare in Internet (grazie al lavoro
di Simon Grant):
http://www.quaker.org/italia/index.html
Incontro di settembre 1998.
"Decidere di cambiare" è il titolo di
due giorni di studio del gruppo di Bologna, "nello/sullo stile" degli
Amici, svoltisi presso Palazzo Montefano (Budrio) il 12-13 settembre
1998. La meditazione è stata guidata da Brian Bridge
("Sull'esempio di Mosè"). Stefano Villani ci ha parlato di
"Decisioni sul ponte della nave, prima della battaglia", Pier Cesare
Bori di "Fare come gli angeli" "(su Pico della Mirandola). Il giorno
seguente i temi sono stati "Darsi una disciplina" e "Decidere di
mettersi insieme". E così cominciato un periodo di riflessione
sulla vita comune del gruppo bolognese che è sfociato
nell'approvazione del documento "La nostra via", riprodotto nelle pagine
seguenti. Il 22 novembre il gruppo ha nominato segretario Andrea
Guidotti, "anziano" Pier Cesare Bori, "responsabile dei servizi" Mauro
Bonaiuti.
L'incontro annuale degli Amici in Italia avrà luogo il 28 marzo
1999.
Gli Amici del Westerly Monthly Meeting nel Rhode Island mandano al
gruppo di Bologna una lettera in cui esprimono il loro desiderio di
comunione, affidato anche alla mediazione di Meg Wadsworth, che vive tra
Venezia e Stonington.
Discussioni
Una quantità di persone si augura il successo di qualche
buona causa, ma ben poche si sforzano di far qualcosa per essa...
"Qualcuno deve farlo, ma perché io?"
è il ritornello dell'amabilità vile.
"Qualcuno deve farlo, perché non io?" è
il grido dello zelante servo dell'uomo, ardentemente impaziente
di affrontare qualche dovere rischioso. Tra queste due risposte stanno
secoli di evoluzione morale"(A. Besant, citato da W. James, Le varie
forme dell'esperienza religiosa, tr. it. Morcelliana, Brescia 1998, p.
40). Il tentativo di vivere l'esperienza degli Amici in Italia è
nato da un ragionamento che assomiglia a quello di Annie Besant. Il
tentativo continua. Il testo che ospitiamo nelle pagine seguenti - il
documento base del gruppo di Bologna - è una testimonianza di
questa vita. Esso chiarisce che la via degli Amici che non è
semplicemente la ricerca di spontaneità profetica, ma è anche
la ricerca di modi e di regole che la rendano possibile, garantendo a
tutti la parola, chiedendo a tutti di contribuire alla vita comune,
assicurando la memoria delle decisione prese. Non è inutile
ricordare che la pratica egualitaria degli Amici entrò, con le
Lettere filosofiche di Voltaire, tra i modelli della democrazia
europea. C'è un'obiezione all'esperimento quacchero in Italia, ed
è nel fatto che esso non ha radici nella tradizione italiana. A
questo si può rispondere che l'assenza di radici non è
casuale, ma deriva dalla persecuzione contro gli evangelici sin
dall'epoca medievale; che in particolare l'unitarianesimo - la forma
umanistica delle Riforma - ebbe origine in Italia, donde fu egualmente
scacciato; ma soprattutto che il radicamento (in un territorio, in una
stirpe, in una cultura, in una lingua, persino in una immagine
particolare, oggetto di culto) ha poco a che fare con le cose dello
spirito, che - come si sa - si muove liberamente.
"Porta la spada sinché puoi"; il "Patto con gli Indiani", "Il Sacro
esperimento":
nel Journal of the Friends Historical Society, 2/58,
J. William Frost studia criticamente questi tre temi cari agli Amici,
legati alla memoria di William Penn. Anche se la presenza di tratti in
un certo senso mitici non significa assenza di elementi storici, Frost
mostra che primo tema appartiene alla tradizione orale, il secondo
risale allo stesso Voltaire, il terzo si trova in una lettera di Penn
del 1681, ma "experiment" vuol dire piuttosto "prova spirituale".
È
interessante la conclusione di Frost: "Vorrei suggerire che il modo in
cui gli Amici dovrebbero affrontare la loro storia e i loro miti, come
anche il loro ruolo nella società più ampia, è quello di
tenere gli occhi ben aperti. Sarei felice che, quando sarà scritta
la storia degli Amici nel secolo ventesimo, gli storici potessero
concludere che, mentre gli altri erano ciechi, i Quaccheri stavano con
gli occhi ben aperti".
La nostra via
Fondamenti
- Il tratto distintivo dell'esperienza degli
Amici ("Quaccheri") consiste nell'incontro silenzioso (il "culto"), che
può essere oggi inteso e vissuto nel senso più ampio: come
ricerca della luce, come adorazione, come preghiera, come meditazione,
come speranza di poter discernere la propria via, come momento
generativo di parole nuove. La premessa di questo è la
consapevolezza della presenza della luce interiore in ogni persona, che
induce sia all'attenzione e all'ascolto reciproco, sia all'impegno
sociale.
- Abbiamo scoperto la via dei Quaccheri e la seguiamo a
nostro modo. Quando abbiamo incontrato altri Amici abbiamo rilevato la
coincidenza con quello che noi siamo. Infatti per stabilire quello che
corrisponde alla concezione degli Amici ci riferiamo all'esperienza e
alla pratica quacchera: ai primi scritti degli Amici, a quello che
abbiamo visto in altre comunità e alla nostra stessa esperienza e
prassi.
- Rispetto alle chiese sentiamo che il nostro elemento
distintivo è la libertà, non come indifferenza e fastidio
verso ogni norma, ma come attenzione e docilità all'autorità
interiore. Di fronte alle istituzioni delle chiese, ci atteggiamo con
questa libertà e riteniamo queste istituzioni talvolta
apprezzabili, talvolta ammirevoli, talvolta non utili, comunque non
indispensabili.
- La Bibbia per alcuni di noi è fonte essenziale
di ispirazione. Riteniamo comunque importante conoscerla, studiarla, e
interpretarla nello Spirito. Apprezziamo anche le altre Scritture
religiose, come testimonianza della luce, presente in ogni persona e
tradizione.
- Ci proponiamo di valorizzare i doni spirituali di
ciascuno e riconosciamo a tutti noi un'autorità spirituale.
L'esperienza e la pratica degli Amici sono il criterio principale in
base a cui prendiamo le nostre decisioni.
- Facciamo affidamento gli
uni sugli altri, nell'ascolto, nell'accettazione, nel rispetto
reciproco. Sappiamo di dover ancora crescere molto in questa direzione.
- Diamo molta importanza allo studio e ci avvaliamo delle diverse
competenze che sono fra noi.
- Riconosciamo che Dio opera dove
c'è giustizia, verità, bellezza; dove si cerca un luce
interiore; dove nella teoria e nella pratica si cerca di promuovere
dignità e responsabilità; dove si cerca di vivere un'utopia;
dove c'è una uscita al di fuori di situazioni apparentemente
chiuse; dove c'è chi fa cose che nessuno altrimenti farebbe e
dà senza attendere nulla in cambio.
Regole
- Il "Segretario/a". Al Segretario o alla Segretaria spetta la
responsabilità della preparazione e conduzione delle riunioni
organizzative e delle altre riunioni oltre che della preparazione del
verbale. Il verbale viene redatto durante la riunione, e viene letto,
eventualmente modificato ed approvato al termine dal Gruppo. Il
Segretario può avvalersi dell'aiuto di un collaboratore da lui
scelto, che può sostituirlo in caso di impossibilità a
prendere parte alle riunioni. Si occupa dell'accoglienza e della
presentazione dei nuovi entrati e della cura dell'indirizzario.
-
"Anziano/a" e "responsabile dei servizi". Tradizionalmente il primo
impegno degli "anziani/e" è quello di curare la vita spirituale
del gruppo e dei singoli membri. In questo s'inserisce anche il compito
di incoraggiare la crescita della vita spirituale di ciascuno secondo
le linee indicate nel documento "La nostra via" oltre che nel continuo
confronto con la tradizione degli Amici. Viste le ancora piccole
dimensioni del gruppo si deciso di nominare un solo Anziano o Anziana.
- L'impegno principale del/della "Responsabile dei servizi" attiene
agli aspetti più pratici della vita del gruppo, come contribuire a
creare un clima di accoglienza, servire gli altri e creare
opportunità di servizio anche al di fuori del gruppo. In
particolare si occuperà della cura e del mantenimento dei contatti
con coloro che frequentano il gruppo saltuariamente. Il gruppo decide di
nominare un solo o una sola "Responsabile dei servizi".
- Nomine. Tutte
le nomine sono conferite dal gruppo per la durata di un anno e possono
essere riconfermate al massimo due volte. Le nomine per le funzioni di
Segretario/a, Anziano/a, e Responsabile dei Servizi saranno curate da un
Comitato per le nomine il quale vaglierà le disponibilità e
proporrà i nomi. La decisione finale spetta al Gruppo. Altri
incarichi di ordine pratico verranno conferiti dal gruppo nell'ambito
delle ordinarie riunioni organizzative avendo cura della massima
condivisione possibile degli impegni. La nomina del Responsabile
Nazionale, del Tesoriere e il Curatore Della Lettere Quacchera, spettano
all'assemblea annuale (nazionale).
LQ è curata da Pier Cesare Bori- via Angelelli 18 40137 Bologna
(Italy) tel. 051/6237608. E-mail bori@spbo.unibo.it. Le spese per ogni
numero di LQ sono di circa £ 100.000. I contributi sono
graditi. Il conto corrente postale del gruppo di Bologna ha il numero
24755407, intestato a Cecilia Clementel: chi intende contribuire alla
vita del gruppo è pregato di servirsene, indicando la causale del
versamento.